Questo fine settimana torna il FastCross ad Arsago Seprio. Come tappa di avvicinamento proponiamo l’intevista a Tim Ferry realizzata lo scorso anno quando è stato ospite ed ha accompagnato suo figlio Evan che ha preso parte alla gara. Tim è stato campione nel Supercross 125 costa Est nel 1997 ed ha concluso tra i primi cinque in classifica per ben dieci volte in 18 stagioni di gare. E’ stato pilota ufficiale per Suzuki, Yamaha e Kawasaki. Buona lettura.
MXT: Bentornato Tim! Dopo molti anni, e specialmente qui ad Arsago, sei un volto conosciuto e popolare per tutti gli appassionati italiani, in particolare per tutti quelli che hanno seguito il motocross degli anni 90 e primi 2000. Parlaci un pò dei tuoi inizi.
F: Ho iniziato la mia carriera da amateur con la Honda quando andavo ancora alle elementari. Nel 91 sono entrato a far parte del programma team Green con Kawasaki e come amatore partecipai alle finali della Loretta Lynns Nationals. L’anno seguente sempre da amateur e con Kawasaki feci anche qualche gara national con i PRO a fine stagione. Nel 1993 ho corso per un team privato con YAMAHA mentre nel 94 feci la mia prima stagione da PRO con il team RRP HONDA e ottenni diversi podi.
MXT: A fine 94 in Giappone eri già un pilota Suzuki.
F: Si nel 1995 diventai pilota ufficiale Suzuki, firmai già a fine ’94 e l’episodio a cui ti riferisci era al Tokyo Supercross dove eravamo io, Brian Swink e Damon Huffman. Abbiamo disputato diverse gare pre stagionali insieme.
MXT: già in quell’anno arrivò la tua prima vittoria sia nel Supercross che nel National.
F: Si, il 1995 è stato un anno particolare. Vinsi il mio primo Supercross nella 125 EAST COAST ad Orlando, poi vinsi una manche a Hangtown. La mia prima vittoria assoluta fu a Mt. Morris sulla pista di High Point. Il 1995 è stato un anno dove mi sentivo bene, ero in forma e la mia RM125 era davvero perfetta!
MXT: Eri un pretendente al titolo National, nonostante un fortissimo Lamson.
F: Ero in corsa per il titolo ma poi mi sono fatto male nella gara di Troy.
MXT: Se non ricordo male fu Denny Stephenson che all’atterraggio di un salto ti colpì duramente.
F: E’stata davvero una gran brutta botta. Fui costretto a saltare poi un paio di gare e non ebbi più speranze per il titolo. Un peccato perchè, oltre a un’ottima moto moto, in quel momento ero fisicamente e mentalmente al top. Potevo tranquillamente lottare per le vittorie manches e per il campionato ( qui a Tim vengono gli occhi lucidi e tira un sospiro).
MXT: Rimani con la Suzuki fino al 1997, anno del titolo nella Costa Est. Cosa ricordi di quella stagione?
F: Ricordo che mi ero trasferito dalla Florida alla California: dopo un buon 1996 Roger (DeCoster) voleva che mi allenassi vicino alla squadra che era aveva lo stabilimento a BREA in California e che vivessi vicino a loro. Il sistema dei punteggi e dei limiti per correre nella 125 erano cambiati e quindi sapevo che avevo poche stagioni da giocarmi in 125. Cosi a fine stagione 96 mi operai al ginocchio e mi sistemai fisicamente, ero a posto, più preparato e più maturo. Carmichael era alla sua prima stagione, era il più veloce, ma cadeva sempre. Sapevo che nel 1998 non potevo rimanere in 125 e sapevo che dovevo cercare di essere intelligente se volevo vincere il titolo: non vinsi gare, mi accontentai dei piazzamenti e alla fine ebbi ragione perchè il titolo arrivò.
MXT: Nel 1998 infatti sei passato alla 250
F: Corsi il Supercross in 250 e il National nella 125. Ero con il team Noleen Yamaha.
MXT: Quando sei passato nei “big guy” della 250 (come vi chiamava Art Eckman) sei diventato anche uno dei collaudatori della nuova YZ400F.
F: Corretto. Nel 2000 passai al team Chapparal. Larry Brooks, insieme a Jeremy McGrath, mi aiutò molto a crescere. Feci una buona stagione e nel 2001 diventai pilota ufficiale Yamaha.
MXT: Al tuo fianco ricordo che c’era STEVE MATTHES di PULPMX
F: Steve è stato il mio meccanico. Lavorava nel 1998 in Europa come meccanico al mondiale; nel 99 dopo due gare andò a lavorare nella velocità, ma poi Yamaha lo chiamò e tornò in USA a farmi da meccanico.
MXT: Dopo la Yamaha sei passato a Kawasaki. Prima da privato, poi nel 2007 sei passato al team factory. Con Kawasaki hai corso anche due Nazioni, nel 2007 a Budds Creek e nel 2008 a Donington, vincendo entrambe le volte. Che ricordi hai di quelle due gare?
F: Il mio ricordo riguardo al Nazioni inizia da quando ero piccolo: vidi in tv Jonny O’Mara , Rick Jonson con David Bailey che vinsero il Nazioni a Maggiora. Vedere ciò che fecero mi ha ispirato molto. Vincere un Nazioni era la cosa che desideravo più di vincere, anche più del Supercross. Le vittorie al Nazioni la sento molto di più, anche perché mi son sempre considerato uno pilota più portato per le gare outdoor.
MXT: E infatti da pilota outdoor sei stato anche leader nel 2007 del National.
F: Nel 2007 James Stewart era il mio compagno di squadra ma poi si infortunò. Io guidavo bene e avevo una moto bellissima. A Lakewood vinsi la prima manche e andai in testa al campionato. A Millville purtroppo caddi in partenza. Da lì andò in testa al campionato Andrew Short. Comunque in quel momento stavo bene ed ero al top della mia carriera.
MXT: Nel 2009 hai appeso il casco al chiodo.
F: Ero diventato vecchio ( Tim si mette a ridere). Ero ancora tra i top 10 della 45o, ma a Daytona mi ruppi la caviglia e feci una gran fatica a riprendermi da quell’infortunio che mi portai dietro per tutto l’anno. A fine stagione avevo ancora l’opportunità di guidare per Yamaha con Larry Brooks e con Josh Hill come compagno di squadra. Kawasaki mi voleva come test rider e qualche gara part time. Fisicamente mi ero ripreso e stavo bene, ma avevo anche mio figlio piccolo che stava crescendo; quindi decisi di chiudere questo capitolo. Nel ’07 feci terzo nel Supercross con tanti podi, Anche nel 2008 feci tanti podi, ma era giunto il momento di aprire una nuova pagina.
MXT: Una domanda riguardo al tuo abbigliamento negli anni 9o: sei stato vestito da brand Italiani come Ufo, Bell che erano fatti in Italia e usavi anvhe gli stivali SIDI.
F:Avevo un bel rapporto con l’importatore Sidi per gli Stati Uniti. Ero ancora un pilota privato e non prendevo tanti soldi come ingaggio dal team, quindi mi pagava bene per vestire i brand che importava. Vestiva anche Guy Cooper con UFO. La roba italiana era di ottima qualità come lo è oggi. Poi è arrivata THOR che spingeva tanto per avere i piloti americani, ma con gli stivali rimasi con gli italiani SIDI.
MXT: La miglior moto che hai guidato?
F: La mia moto migliore è stata la Kawasaki KXF450 2007 ufficiale. Nel 2006 avevo corso con una moto non factory e passare alla moto full factory fu un cambiamento enorme.
Ho fatto tantissimi podi con Kawasaki, guido ancora oggi Kawasaki; dal mio ritiro sono stato sempre con il loro brand. La mia moto preferita è però la SUZUKI RM125 1995, due moto diverse per due epoche diverse.
MXT: domanda d’obbligo: 2T o 4T?
F: 4 TEMPI !!! Mi diverte molto il 2 tempi, ma il 4 tempi ha più potenza, coppia e trazione e poi l’iniezione aiuta molto. Mi divertono troppo le 4 tempi moderne.
MXT: E se tornassi giovane?
F:Se tornassi giovane allora dico la YZ250 2004: mi piaceva un sacco il telaio in acciaio, più di quello della 250 con il telaio in alluminio. Sulle whoops era davvero eccezionale.
MXT: Segui molto tuo figlio da quello che vediamo. Quanto è importante per la sua crescita avere un padre con la tua esperienza?
F:Penso che ci sia un lato positivo e uno meno positivo. C’è molta di pressione da parte della gente perchè si aspettano molto da lui perchè porta un cognome importante e nel team gli dicono di fare le cose in un certo modo. Io invece a volte gli dico esattamente il contrario, forse cerco di tutelarlo un poco. Qui ad Arsago è il primo viaggio al di fuori degli Stati Uniti e lo stiamo vivendo insieme, padre e figlio. Bello!
MXT: Grazie Tim per il tempo che ci hai dedicato; speriamo di rivederti a presto qui ad Arsago.
TF: Grazie a voi, un saluto!
Intervista Andrea Talozzi
Foto MXACTION e Pietro Ambrosioni



