Dopo 13 anni il Belgio sale nuovamente sul tetto del mondo aggiudicandosi il Nazioni 2026. Nel 2013 a Teutshenthal erano stati De Dycker, Van Horebeek e Desalle a vincere e, come accaduto ieri ad Ernee, fu la costanza e la solidità della squadra a premiarli. Le manche furono infatti appannaggio di Cairoli, che con una doppietta guidò l’Italia al terzo posto, e del padrone di casa Roczen, così come ad Ernee le vittorie sono andate a Herlings e Febvre.
I tre giovanotti (vent’anni i fratelli Coenen e ventidue Liam Everts) hanno corso da veri veterani, evitando di strafare e di commettere errori. Anche dal punto di vista personale i piloti vengono premiati. I fratelli Coenen riscattano una stagione iniziata alla grande e proseguita in maniera disastrosa. Lucas, in particolare, merita un elogio per avere gareggiato con le conseguenze dell’infortunio ancora ben visibili: impossibile non notare quanto ancora fosse claudicante. Everts, invece, così come il nonno Harry e il padre Stefan, scrive il suo nome nell’albo d’oro della gara e porta a casa il primo risultato veramente importante della sua carriera.
La Spagna, che partiva con i favori del pronostico, porta a casa un ottimo secondo posto finale. Prado e Farres hanno fatto il loro dovere: entrambi hanno primeggiato nelle rispettive classi. Forse a Prado rimane l’amaro in bocca per avere perso la vittoria in gara per una caduta e il confronto diretto con Herlings in gara 2. L’anello debole è stato Garcia a cui però non si poteva chiedere di più. Forse con l’esperienza di Fernandez in pista le cose sarebbero andate diversamente, ma con i se non si va da nessuna parte.
L’Olanda, guidata da un Herlings inarrivabile per tutti porta a casa l’ultimo gradino del podio. Al campione del mondo non si può imputare nulla: neanche una caduta ha arrestato la sua marcia. Bravissimo Coldenhoff, convocato all’ultimo momento e per l’occasione in sella alla picciola 250. Il campione brasiliano è stato impeccabile. E mancato Van De Moosdijck, soprattutto nell’ultima manche. Anche qui si potrebbero fare ragionamento diversi se ci fosse stato De Wolf, ma resta da vedere cosa avrebbe potuto fare Van De Moodsijck in sella alla 250.
I padroni di casa escono con le ossa rotte in tutti i sensi. Febvre è stato bravissimo all’ultima gara in sella Kawasaki. Peccato che la caduta di Valin nella prima manche e quella di Vialle nella seconda, di fatto avessero già tagliato fuori i transalpini dalla lotta per la vittoria. E perdere in casa fa sempre male quando, a conti fatti, la squadra era la migliore che si potesse mettere in campo. Ma il nazioni è così, gli episodi contano sempre!
Brava la Lettonia, quarta assoluta, con un Jonass a fare da capitano e i fratelli Reisulis a fare il loro dovere.
Da rivedere gli USA, alla fine quinti: Webb ha corso di esperienza senza fare errori e per di più al debutto sulla Husqvarna. Anche Beaumer al debutto assoluto sia al nazioni che in sella alla 450non ha sfigurato. Kitchen ha fatto il suo, ma ha anche commesso un grave sbaglio.
I nostri hanno forse raccolto meno di quanto nelle loro possibilità. Il podio poteva essere un obiettivo realistico per la velocità mostrata soprattutto da Adamo e Forato. Peccato la sfortuna: le cadute di Adamo e Zanchi hanno avuto conseguenze tali da costringerli al ritiro. Forato poi ha fatto spegnere la moto al via nell’ultima manche, giusto per non farci mancare nulla. Ci rifaremo il prossimo annno.
Un’ultima considerazione: anche con assenze di rilievo il Nazioni rimane sempre la gara più bella ed emozionante dell’anno!
Daniele Sinatra
Foto Infront MXGP
