VINTAGE GLORIES: MONDIAL CROSS 500 1986

Abbiamo parlato in un precedente Vintage glories del mondiale 1986 e precisamente della classe 125 (v link in basso.) Eppure quell’anno ci fu un mondiale ancora più avvincente e precisamente quello della classe 500, davvero combattuto e con tanti colpi di scena con un epilogo da cardiopalma e purtroppo anche funesto.

Sono quattro i favoriti alla vigilia del campionato. La Honda ufficiale schiera la stessa squadra a tre punte che l’anno precedente ha dominato il campionato: il fresco campione del mondo Dave Thorpe, Andrè Malherbe, vice campione del mondo e tre volte campione della classe 500 ed Eric Geboers che ha chiuso il campionato 1985 al terzo posto. L’unico che può infastidire il fantastico trio in rosso e Georges Jobè che guida la Kawasaki ufficiale. Sulla carta ci sarebbe da tenere d’occhio anche la squadra KTM con Van der Ven e Kinigadner, quest’ultimo bicampione del mondo della 250 e passato alla classe regina. Quella dell’austriaco, però, sarà una stagione disastrosa chiusa pure anzitempo. L’olandese, invece, vince una prova, quella svedese, salvando così l’onore della casa austriaca. Possibili outsider sono Nicoll, Carlqvist e Persson. Maddii, così come Geboers tre anni prima, fa il salto in 500 direttamente dalla 125 e difende i colori italiani.

Il mondiale parte a Payerne in Svizzera ma la gara viene annullata a causa dell’impraticabilità della pista per neve.

Si passa quindi alla prova austriaca con Malherbe che si porta al comando della classica grazie alla vittoria del GP. Geboers corre una gara disastrosa e non va al di là di mediocri piazzamenti, mentre Thorpe vince la prima manche, ma si ritira nella seconda per guasto. Il campione in carica si riscatta la prova seguente a Markelo, conquistando la vittoria. Malherbe e Geboers concludono a podio. Jobè vince la prima manche, ma purtroppo nella seconda si infortuna al gomito.

In Svezia Van der Ven vince l’assoluta grazie a un primo e secondo posto. L’altra manche la vince il pilota di casa Persson su Yamaha. Jobè è assente per infortunio, mentre i tre galletti honda si dividono i piazzamenti da podio con Geboers invece solo due volte quinto.

Il piccolo belga ha sino a questo punto della stagione deluso ma che ecco che arriva pronto il riscatto. Geboers in Filandia realizza una bella doppietta, mentre Thorpe, che chiude due volte alle sue spalle, si porta in vetta alla classifica approfittando dello zero di Malherbe nella prima manche. Rientra in gara anche Jobè che agguanta il podio nella seconda manche.

(Geboers)

La sesta prova in Germania vede Malherbe e Thorpe dividersi le vittorie ma è il belga a vincere il GP con Jobè due volte secondo e Geboers che ancora una volta non va al di là di due quinti posti.

A metà campionato la classifica sorride a Thorpe al comando con 156 punti in classifica. L’inglese è seguito da Malherbe e Geboers rispettivamente a 140 e 121 punti. Jobè, che ha pure saltato una gara, segue a 101 punti e al momento sembra fuori dalla lotta al titolo, essendo preceduto pure da Van der Ven a 121.

(Malherbe)

Le due prove seguenti si disputano al di là dell’Oceano Atlantico. Prima si vola in Canada e poi negli Stati Uniti nella mitica pista di Carlsbad. In Canada vince ancora Malherbe, con Thorpe che vince la prima manche, ma nella seconda non va al di là del settimo posto per una caduta. Geboers chiude due volte alle di Malherbe, mentre Jobè coglie due piazzamenti.

A Carlsbad gli europei rimediano sonori ceffoni dai padroni di casa. In pista scendono infatti i big americani che monopolizzano il podio. Johnson realizza una doppietta, Bailey e Ward chiudono alle sue spalle dividendosi equamente i restanti piazzamenti del podio. Dei big europei il migliore è ancora Malherbe, quarto e quinto, mentre Geboers chiude settimo e quinto e Thorpe due volte sesto. Jobè finisce settimo e ottavo. Una vera batosta.

A quattro prove dal termine si scatena Georges Jobè. Il belga, recuperata la piena forma, vince due delle tre prove seguenti del mondiale, tra cui la prestigiosa Namur, con un parziale di 5 primi posti e un secondo, dimostrando che, senza l’infortunio al gomito di inizio campionato, avrebbe potuto dire certamente la sua per il titolo.

(Jobè)

I tre galletti Honda si dividono invece i piazzamenti alle sue spalle, con Geboers che riesce a rosicchiare punti importanti ai suoi compagni di squadra chiudendo sempre a podio e vincendo, per la discriminante della seconda manche, il Gp d’Inghilterra a casa di Thorpe. Malherbe e Thorpe puntano sulla regolarità e alternano manche incolori a piazzamenti sul podio.

Si arriva quindi all’ultima prova del mondiale in Lussemburgo nella pista di Folkendange con una classifica cortissima. Nonostante non abbia brillato Thorpe è al comando con 281 punti con un vantaggio di  tre punti su Geboers e 4 punti su Malherbe. La matematica concede una possibilità anche a Jobè che segue a 20 punti, con 40 punti ancora disponibili. Impresa davvero impossibile per il pilota kawasaki.

Il finale di stagione è incredibile e amaro. Eric Geboers è favorito sui compagni di squadra perchè nell’ultima parte di stagione ha dimostrato, insieme a Jobè, di essere il pilota più in forma. Ma con il titolo in ballo Thorpe e Malherbe non sbagliano nulla, mentre per il povero Geboers la gara si trasforma in un incubo. Nella prima manche Eric parte male e durante la sua rimonta investe anche uno spettatore che incautamente attraversa la pista. La gara viene vinta da Thorpe dopo un bellissimo duello con Malherbe che, complice una piccola scivolata chiude alle sue spalle. Terzo Jobè, mentre Geboers nonostante il contrattempo finisce quinto.

(Thorpe nel GP di Lussemburgo)

Thorpe in vista dell’ultima manche allunga sui diretti inseguitori: Malherbe è a 7 punti, mentre Geboers scivola a meno 12. Quest’ultimo però si presenta al via dell’ultima e decisiva manche con i nervi a pezzi. Lo spettatore investito, purtroppo è spirato. Una colpo tremendo per Eric. In più arriva anche un temporale che rende la pista viscida.

Eric parte in testa, ma viene riassorbito quasi subito. Partono bene anche Jobè e Thorpe, più indietro Malherbe che però si lancia in una bella rimonta che lo porta anche al comando. Jobè non molla e dopo un bel duello passa al comando con Thorpe che controlla la gara al terzo posto, piazzamento sufficiente per il mondiale. Geboers prova a rimontare, ma nulla può contro Corrado Maddii, alla sua migliore manche della stagione, che lo relega al sesto posto.

Jobè vince l’ennesimo GP, ma Thorpe conquista il suo secondo titolo mondiale precedendo in classifica i suoi compagni di squadra esattamente come l’anno precedente: Malherbe finisce ancora secondo e Geboers è terzo.

La classifica è cortissima. Malherbe perde il titolo per soli 5 punti, Geboers è terzo a 17 punti, mentre Jobè, con una gara disputata in meno, dista solo 20 punti.

La regolarità di Thorpe viene così premiata. Basti pensare che l’inglese ha conquistato un solo GP contro i tre di Malherbe e Jobè e i due di Geboers. Tuttavia nel momento topico della stagione il campione del mondo in carica non ha sbagliato nulla.

Testo Daniele Sinatra

Foto Repertorio

 

3 pensieri su “VINTAGE GLORIES: MONDIAL CROSS 500 1986

  1. Alcuni retroscena non li ricordavo,bella sintesi della migliore stagione del cross di sempre secondo me,se non sbaglio Jobè perse una manches per rottura del telaio della sua Kawa…c’è una foto che lo ritrae, se lo meritavano tutti e 4 quel mondiale.

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