DONNY SCHMIT

Oggi Donny avrebbe festeggiato il suo compleanno. Lo ricordiamo insieme.

Il compianto Donny Schmit è stato uno dei piloti che più ha caratterizzato la prima metà degli anni 90 del Motocross mondiale, avendo vinto, infatti, due titoli di Campione del Mondo: il primo in 125 nel 1990 in sella alla Suzuki del Team di Eric Geboers ed il secondo in 250 nel 1992 con la Yamaha del Team di Michele Rinaldi.

Originario del Minnesota, Donny era, sicuramente, un pilota dotato di meno talento rispetto a quello dei suoi principali avversari, ma riusciva a sopperire questa sua carenza con la sua grande forza di volontà e determinazione; proprio queste ultime due qualità hanno caratterizzato, in toto, la sua carriera: nessuno si allenava in moto e preparava la stagione e le gare meticolosamente come lui, in quanto il suo unico obiettivo è stata sempre e solo la vittoria. E se tutto girava alla perfezione risultava imbattibile in pista. Allo stesso modo, però, ciò costituiva un limite, perchè se tutto non girava per il verso giusto diventava vulnerabile.

La sua carriera prende il volo con la vittoria nel campionato sx cl 125 Costa Ovest in sella ad una Suzuki privata, vittoria che gli apre le porte del Team ufficiale con il quale diventa vicecampione National classe 125  l’anno successivo. Nel 1988 si frattura una gamba e perde la stagione e lo status di pilota factory, ma non si scoraggia e nel 1989 con una honda privata arriva 4° nel National 125, battendo tutti i piloti Suzuki ufficiali. A fine stagione, raggiunto il suo traguardo, cioè dimostrare a Suzuki l’errore fatto nel licenziarlo, vedendo il connazionale Parker diventare Campione del Mondo, decide che la conquista del Mondiale Motocross deve essere l’obiettivo unico della sua carriera.

Nel 1990 si trasferisce in Europa, alla corte del team Suzuki di Eric Geboers ed è subito vittoria nel Mondiale grazie a 11 successi di manche, mentre nel 1991 la frattura di un polso lo blocca mentre è ampiamente primo in classifica. Nel 1992 fa il salto di classe in sella alla Yamaha del Team Rinaldi ed è vittoria al primo tentativo; tuttavia rifiuta il posto nel Team USA per il Motocross delle Nazioni di quell’anno per ripicca nei confronti dell’AMA che l’anno prima lo aveva escluso, avendogli preferito Mike Kiedrowski. Infatti, fino alla metà del 1991, il posto nella classe 125 era nelle mani di Donny, che aveva addirittura chiesto al suo sponsor di verniciare il casco con i colori dello zio Sam. In seguito alla frattura al polso, l’AMA però stabilì che sarebbe stato l’ultimo GP della stagione mondiale in Giappone (era prassi che per la prova mondiale in terra del Sol Levante i giapponesi schierassero i loro assi dei Team americani) a decidere chi tra lui e Kiedrowski avrebbe fatto parte della formazione: in altri termini, chi arrivava davanti all’altro aveva il posto assicurato.

Ovviamente vinse Kiedowski, fresco campione National, soprattutto perché quella era solo la seconda gara che Donny disputava dopo l’infortunio.

Nel 1993 conclude il Mondiale al 3° posto, mentre nel 1994 è solo 7° e annuncia il suo ritiro.

Dopo il ritiro dal mondiale nel 1994 , torna negli Stati Uniti dove vince il campionato nazionale riservato alla 4t, il Sound of Thunder, in sella alla artigianale moto inglese CCM e partecipa alla prova di casa del National 250 di Millville in sella ad una Honda Of Troy, arrivando 4° assoluto.

Poi la leucemia fulminante lo porta via il 19 gennaio del 1996, a soli 29 anni di età.

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