GUARNERI: PUNTIAMO SUGLI UNDERDOG

Sabato abbiamo intervistato Davide Guarneri, responsabile del settore racing Fantic per il motocross, con cui abbiamo tracciato un bilancio su questo inizio di stagione, sulle aspettative per il futuro e poi abbiamo, al solito nostro, svoltato sul vintage.

Buona lettura

MXT: Soddisfatto di questo inizio di stagione?

G: Siamo molto soddisfatti considerato che siamo una casa piccola se confrontata a Ktm, Honda, Yamaha e Kawasaki. Puntiamo molto sul racing sia con le moto di produzione, che sono racing oriented, sia partecipando alle competizioni internazionali. Quest’anno sapevano che sarebbe stato più difficile con l’arrivo di nuove case e piloti che hanno fatto il salto dalla MX2. Abbiamo puntato su un pilota italiano, Alberto Forato, che arriva da una stagione travagliata per un infortunio. Ci abbiamo creduto e siamo davvero soddisfatti. Siamo sorpresi dalle sue prestazioni e devo dire che abbiamo fatto sorprendere gli altri team con le nostre prestazioni. E’ arrivato già due volte nei primi sette, la sua velocità è buona, la moto c’è, così come il pacchetto tecnico. Sicuramente la stagione è lunga, ma al momento siamo sicuramente soddisfatti.

MXT: Tra l’altro dobbiamo pure considerare che siete partiti un poco in ritardo quest’anno.

G: Siamo partiti un poco in ritardo sul racing perchè abbiamo dovuto cambiare team nella MXGP, in quanto un’altra casa ha rilevato la nostra vecchia struttura. Abbiamo quindi trovato una nuova partnership con Jacky Martens che non ha bisogno di presentazioni visto quanto fatto come pilota e come team manager. Far partire un nuovo team di MXGP  con nuovi piloti è stata una sfida contro il tempo, ma ci siamo arrivati. Siamo molto dinamici e abbiamo fatto le cose perbene.

MXT: Alberto in effetti sta stupendo, considerato che ha perso due stagioni per infortunio. A Mantova lo abbiamo intervistato (v. link in basso) e ci ha detto di essere felice finalmente di essere in un team factory. Tutto questo gli sta dando sicuramente motivazioni extra.

G: Sicuramente. Alberto viene da una stagione in cui praticamente non ha corso perchè ha subito un infortunio, è rientrato e si è di nuovo infortunato, ma conoscevamo le sue qualità. Ovviamente all’inizio c’erano dei dubbi da entrambe le parti. Però sapevano di avere un ottimo pacchetto tecnico, abbiamo terminato la stagione al terzo posto con Coldenhoff e avevamo fatto bene anche con Bonacorsi. Ero quindi abbastanza sicuro che potesse trovarsi bene con noi e, anzi, migliorare ancora. Ha fatto un buon inverno, la moto gli piace molto, il team ha lavorato bene, abbiamo la possibilità di farlo girare sia in Italia, con il test team dove collaudo anche io molte parti, sia in Belgio, visto che il team ha base lì a Lommel. Sta lavorando bene e sta facendo tesoro delle opportunità ricevute. Si può migliorare ancora, come ad esempio le partenze. Ci stiamo lavorando molto con i nostri tecnici elettronici e sono convinto che se partisse bene con i primi, potrebbe puntare a risultati ancora migliori.

MXT: Che differenze stai notando nella gestione del team tra Martens e Vosters?

G: Ormai per fare la MXGP devi lavorare in una determinata maniera. Lo standard deve essere già alto per forza di cose. Se posso dire una differenza: mentre Louis Vosters lavora con un approccio da nuova generazione in stile MOTOGP, quindi super schematizzato, Martens si affida anche alla sua esperienza: diciamo che ha un approccio old school, però, essendo anche un manager dei giorni nostri, non tralascia nulla su quanto la tecnologia di oggi possa offrire. Con Vosters ci siamo trovati molto bene, ci tengo a dirlo, e il suo approccio ci ha fatto crescere tantissimo come squadra. Dall’altro lato attingere all’esperienza, magari ad un episodio accaduto anni fa che può risolvere un problema attuale è ugualmente utile. Non dimentichiamoci che Martens è stato un pilota che ha corso per team ufficiali e un manager che ha gestito i team ufficiali per altre case. 

MXT: Lo scorso anno avete avuto una splendida stagione. Sono arrivati podi, la prima vittoria di manche e il terzo posto in classifica di Coldenhoff. Le aspettative per la stagione in corso quali sono? Migliorare sarà difficile.

G: Non dobbiamo essere ipocriti o sognare troppo in grande. L’anno scorso abbiamo fatto una stagione che è entrata nella storia della Fantic. Siamo riusciti a sfruttare il nostro pacchetto tecnico e le occasioni che la pista ci ha dato al meglio possibile. Quest’anno, con più strutture, più piloti al vertice su moto competitive, senza un pilota top come Gleen, abbiamo puntato sul far crescere dei piloti un poco underdog, cioè dei piloti che non si sono espressi per come potevano. Brent ha avuto un piccolo infortunio alla caviglia che lo sta frenando un poco, ma Alberto ha già fatto vedere a tutti che, con un pacchetto valido e meno sfortuna degli altri anni, se la gioca con i migliori. Se guardiamo i tempi non siamo lontani dai big.

MXT: Parliamo di te adesso. Il ricordo più bello della tua carriera immagino sia la vittoria a Namur.

G: Probabilmente si, perchè è stata anche l’ultima gara disputata lì. Però potrei citare anche la prima vittoria di manche che ho conquistato a Teutschenthal.

MXT: In MXGP ricordo che la tua stagione del debutto con la Honda del team LS con Leok come compagno di squadra è stata molto positiva, mentre cosa accadde l’anno dopo con la Kawasaki del  team BUD?

G: Stiamo deviando nel passato, dai non è più di moda! Comunque posso dire questo. Per vari motivi, tra i tanti piloti che andavano forte a quei tempi e anche per qualche infortunio, non sono mai riuscito ad avere nei miei anni migliori le moto migliori che il paddock offriva. Quell’anno era rimasta libera quella moto e sono andato. La moto non era male, ma ho faticato ad adattarmi e quando fatichi in MXGP, con il livello che c’è, poi è dura. Però all’inizio se ricordi alla prima gara in Bulgaria ho fatto la pole. In seguito mi sono fatto male all’osso sacro e quando mi sono ripreso, purtroppo alla fine dell’anno, sono andato molto forte, come ad esempio al Nazioni. Le stagioni a volte vanno così!

Intervista Daniele Sinatra

Foto Fantic Racing

ALBERTO FORATO: ESSERE UN PILOTA FACTORY ERA IL MIO OBIETTIVO

 

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