Intervista realizzata da Offroadproracing in vista degli Internazionali MX.
Buongiorno Giacomo,
Siamo al via di una stagione nuova e il tuo team si presenterà agli internazionali d’Italia con grosse novità, una su tutte l’arrivo di Jeffrey Herlings, come è l’aria che si respira nel team?
“Sì direi che nel team c’è quella eccitazione che non vedevo da diversi anni, l’arrivo di Herlings e Vialle ha dato a tutti una nuova energia e quella sensazione di attesa e fermento che si erano un po’ assopiti. Inoltre il loro arrivo ha decisamente dato una spinta verso l’alto anche a Fernández e Lata che vorranno essere anche loro protagonisti di questa stagione. C’è una bella atmosfera e tanta voglia di fare bene. Piloti come Jeffrey Herlings ti fanno alzare ancora di più l’asticella, 112 GP vinti in carriera, nessuno come lui e vogliamo provare a fargli migliorare ancora questo record”.
Anni ai vertici del mondiale motocross, tanti successi, ma non è sempre facile gestire una squadra a questi livelli, dove vincere è l’unico obiettivo, come si coordina tutto questo?
“Un Team come il nostro deve partire sempre con l’obiettivo di vincere, purtroppo qualche volta ci si mettono di mezzo gli infortuni che non ci consentono di arrivare al risultato finale. Tutto viene pensato e organizzato al massimo solo con l’idea di portare a Honda un nuovo titolo e la filosofia dei nuovi piloti è solo quella, conta solo vincere, ma non deve essere assolutamente considerata presunzione ma l’unico obiettivo e scopo di chi lavora per questo grande brand.
”Siete il team di riferimento della Honda HRC nel motocross, un “simbolo” più che un marchio che è nel cuore di tanti appassionati e sappiamo che a portarti in questo mondo è stata soprattutto la passione, ma cosa si prova ad essere a capo di questa squadra e con questi colori?
“Rappresentare il reparto corse più potente al mondo (F1, MotoGP, SBK, Rally e Trial) è soprattutto un onore che spero di continuare a meritare per tanti anni a venire. Solo chi ha vissuto gli anni 80 di HRC nel Motocross riesce ad immaginare cosa significhi questo logo e io ho avuto la fortuna di esserci da appassionato in quel periodo e di ammirare quelle moto meravigliose che realizzavano, un sogno e un grande privilegio ora essere parte della loro organizzazione.”
“HRC – Honda Racing Corporation” è sinonimo di prototipi, di test e innovazione, parti studiate nelle competizioni che poi si vedranno sulle moto di serie negli anni successivi, novità e tanto di più, come è la vostra Honda 2026 che scenderà in pista, cosa ci puoi dire?
“La nostra CRF è ancora un prototipo, un progetto tutto da sviluppare e con un potenziale enorme che verrà poi trasferito sulle moto dei clienti. In Ottobre sono stato in HRC a Tokyo e ho visitato il reparto ricerca e sviluppo e c’erano 35 ingegneri che lavoravano su questo progetto di CRF, é incredibile vedere tutta la tecnologia che ruota attorno allo sviluppo di un CRF e il brain storm di questi ingegneri riuniti per capire dove e come migliorarla. Penso che vedremo vari step di sviluppo durante la stagione nelle mani dei nostri tre piloti MXGP.”
Hai sempre un occhio verso il futuro e non sei mai fermo, ma guardando a qualche anno fa e all’evoluzione dell’agonismo in questo sport, come vedi il motocross oggi, soprattutto nel campionato del mondo?
“Il nostro è sicuramente il campionato MX più competitivo al mondo, sono coinvolte tantissime case ufficiali e abbiamo i migliori piloti al mondo e il Motocross delle Nazioni ne è la conferma, dovremmo solo cercare di riempire di più i cancelletti e arrivare sempre a 40 piloti, questo è l’unico limite attuale del nostro sistema. Probabilmente andrebbe rivista anche la preparazione delle piste che troppo spesso risultano in una mono traiettoria che talvolta rende meno spettacolari le gare. Per le case è però una grande imprescindibile vetrina internazionale.”
Siamo al via degli Internazionali d’Italia 2026 e la tua squadra è sempre presente, perché sono così importanti queste manifestazioni ad inizio anno?
“Per noi gli Internazionali d’Italia sono sempre stati le gare fondamentali per provare tutto e tutti prima del mondiale, sempre su piste molto belle e nelle date giuste per organizzare prima i tests e poi il primo GP, quindi non possiamo mancare anche se tutti gli anni altri organizzatori ci chiedono di partecipare alle loro gare ma per noi queste due in Italia hanno sempre la precedenza“.
