Chris Amon è stato uno dei piloti più talentuosi tra quelli che hanno calcato la scena della F1. Eppure detiene un record particolare ad oggi imbattuto: il maggior numero di chilometri (851,4) e di giri (183) percorsi al comando tra coloro che non sono riusciti a vincere una gara del mondiale. Quando era in testa a un Gp a un passo dalla vittoria capitava sempre qualcosa che lo costringesse al ritiro: un fusibile rotto, una foratura, un foglio di giornale che gli tappa il radiatore. Mauro Forghieri stravedeva per lui, in particolare per le sue doti di fine collaudatore. Ha vinto gare con la monoposto nella serie che si correva in Tasmania sempre con la Ferrari e anche una 24H di Le Mans. Ma mai un Gp di Formula 1. Andretti una volta riassunse la sua sfortuna con una frase che è rimasta agli annali: Se Amon facesse il becchino la gente smetterebbe di morire”.
Ora Geerts ultimamente mi ricorda Amon. Forse il paragone è un poco forte perchè Geerts è stato 4 volte vice campione del mondo e ha vinto tanti Gp. Ma possiamo certamente dire che Jago Geerts non sia un pilota baciato dalla fortuna, soprattutto negli ultimi anni. Nel 2022 ha perso il titolo all’ultima manche perché il rivale diretto, Vialle, gli è caduto davanti e non solo non è riuscito ad evitarlo, ma ha pure perso più tempo per ripartire. Nel 2023 era in vantaggio con tanti punti in classifica ma si è infortunato due volte. Da quando è passato in MXGP gli infortuni non hanno smesso di tormentarlo e lo scorso anno non ha praticamente corso. Quest’anno dopo ogni segnale di ripresa gli è capitato sempre qualcosa. L’ultima domenica, nella sua Lommel: caduta dopo essere arrivato corto sul triplo e mega cappottone, per fortuna senza conseguenze gravi.
Un grande talento Geerts che non raccoglie quanto meriterebbe.
Testo e foto Daniele Sinatra
